C’è un posto magico, lungo le sponde del fiume Adda dove potrai fare una passeggiata rilassante, ricca di storia e natura.
E’ l’Alzaia del fiume da Imbersago fino a Porto d’ Adda, uno dei tratti più affascinanti dell’ intero corso del fiume. Qui l’ Adda si tuffa in un paesaggio aspro, fatto di massi e dislivelli che rendono il suo corso ricco di rapide.
Leonardo Da Vinci amò questo tratto di fiume che fu da ispirazione per i suoi studi.

Ma dove puoi trovare i luoghi che, più di altri, ci parlano del grande genio toscano?
Partiamo dal Naviglio di Paderno.
Sì perchè facendo questa passeggiata saremo accompagnati da un canale ormai in disuso che ha garantito la navigazione sul fiume fino agli anni ’30. Pochi ne conoscono la storia che è veramente avventurosa.
Un primo progetto era infatti stato realizzato da Leonardo nel ‘400. Una cosa nel suo stile: uno sbarramento in località Tre Corni, un canale parallelo al fiume scavato nella roccia, una sola conca di navigazione profonda 24 m. Un progetto decisamente troppo moderno per i tempi…
Piccola curiosità: il disegno di Leonardo che rappresenta il medio corso del fiume Adda si trova nel Codice Atlantico, conservato alla Biblioteca Ambrosiana a Milano.
Insomma il progetto si arginò e ancora per diversi anni le merci provenienti da Lecco, o che risalivano il fiume da Milano, venivano scaricate prima del canyon e trasportate a dorso di mulo fino a Porto d’Adda dove poi riprendevano il loro percorso sul fiume.

Altri progetti presero vita nei secoli, sempre abbandonati. Il più eclatante fu quello di Giuseppe Meda che progettò un canale che superasse i 27,5 m di dislivello tra Paderno d’ Adda e Porto d’ Adda con solo due conche di navigazione, la più grande delle quali, la Conca Madre, era profonda ben 18 m.
Il progettò subì rallentamenti di ogni tipo dovuti alla lentezza della burocrazia, alla mancanza di fondi, alla manovalanza indisciplinata e a fenomeni naturali come un inteso freddo che danneggiò i muri e causò frane e smottamenti. Giuseppe Meda arrivò ad autofinanziare l’impresa, morendo poco dopo in povertà e senza aver concluso l’ opera.
Il naviglio venne alla fine inaugurato sotto il governo austriaco nel 1777. Permetteva di percorrere Lecco- Milano in 21 ore e il tragitto inverso in quasi 3 giorni.
I Tre Corni:
proseguendo arriverai in un punto dove la vegetazione si apre e lascia intravedere uno dei famosi 3 corni.

Sono degli speroni rocciosi che sorgono proprio in mezzo al fiume. Leonardo li scelse come sfondo di una delle sue opere più famose: LA VERGINE DELLE ROCCE.
Anzi di due opere famose perchè di Vergine delle Rocce ne esistono due versioni. Una prima versione fu commissionata dalla Chiesa di San Francesco Grande a Milano ma, una volta realizzata, non riscosse il successo sperato.
I committenti, infatti, avevano ben specificato quali dovessero essere i soggetti. Leonardo però cambiò idea e rappresentò una mamma inginocchiata in un paesaggio roccioso con due bimbi. Niente farebbe pensare che siano la Madonna, Gesù e San Giovannino, se non la presenza di un angelo sulla destra.
Ne nacque un contenzioso per il pagamento che durò anni, tant’ è che Leonardo iniziò a preparare una seconda versione (in cui Maria, Gesù e San Giovanni hanno un’ aureola).
La prima versione finì in Francia in circostanze misteriose (forse acquistata dallo stesso Re di Francia durante l’occupazione francese di Milano). La seconda versione venne utilizzata come pala d’ altare in San Francesco Grande e venne acquistata poi da un lord inglese quando la chiesa fu distrutta. Ecco dunque il motivo per cui ancor’ oggi potete ammirare questo bel panorama fluviale al Louvre di Parigi e alla National Gallery di Londra.
Il traghetto di Imbersago.
Proseguendo verso nord oltre la lunga forra dell’ Adda, raggiungerete Imbersago con il famoso traghetto leonardesco. Togliamoci subito ogni dubbio: chiamarlo “leonardesco” è un tantino esagerato!
Si sa infatti che erano presenti ben quattro traghetti simili lungo il medio corso del fiume. Leonardo indubbiamente ne studiò il funzionamento e lo disegnò (il disegno è oggi conservato nel codice Windsor) ma con grande probabilità vide quello di Vaprio d’ Adda, paese dove abitò per un certo periodo di tempo.
E’ però pur sempre affascinante attraversare il fiume come si faceva un tempo, sfruttando la sola forza della corrente!

Altri luoghi che ci parlano di Leonardo lungo il fiume:
- La casa del Custode delle Acque a Vaprio d’ Adda con la galleria interattiva dove vengono mostrati alcuni esperimenti di Leonardo.
- Villa Melzi d’ Eril a Vaprio d’ Adda dove Leonardo abitò e lavorò. Per molto tempo infatti fu il precettore di Francesco Melzi e a lui regalò i suoi appunti prima di morire. E’ proprio grazie al suo pupillo che oggi esistono i famosi “codici” conservati in vari stati europei.
Qualche info pratica: la passeggiata da Imbersago a Porto d’ Adda è lunga circa 6 km con circa 100m di dislivello (Tutti concentrati nella discesa iniziale). Si va e si torna dallo stesso percorso, quindi la passeggiata completa è di circa 12 km.
Se si parte da Imbersago, si può scendere sul lungo fiume in auto (annullando quasi completamente il dislivello). Se si parte invece da Porto d’ Adda, bisogna calcolare di dover scendere lungo il fiume e poi risalire.
Gli unici bagni presenti lungo il percorso sono a Imbersago (utilizzando quello del bar) o a Porto d’ Adda presso lo Stallazzo.
Il percorso è soleggiato e non ha punti per il rifornimento dell’ acqua, è quindi importante affrontarlo preparati.
Buona passeggiata!!
Per approfondimenti: https://www.ecomuseoaddadileonardo.it/